L’Africa che non ti aspetti

Capire l’Africa superando gli stereotipi: con questo obiettivo Federico Rampini, nel suo libro «La speranza africana» (Mondadori), ci accompagna in un viaggio sorprendente dalla Nigeria al Sudafrica, dal Burkina Faso al Sudan, dal Gabon al Botswana. Il suo sguardo è anticonformista, inorridito dal politicamente corretto e perciò sincero. Mette in guardia contro le semplificazioni della cultura dell’autoflagellazione che oggi attraversa l’Europa e ancor più gli Stati Uniti, dove egli vive, in base alla quale tutti mali dell’Africa sarebbero colpa dell’Occidente: una visione che ignora la realtà e denota la stessa alterigia dei peggiori colonialisti.

Negli stati africani, invece, sbocciano idee, si sviluppano le arti, nascono imprese, si confrontano opinioni politiche, si prendono decisioni sul futuro; diversamente a seconda del contesto ma, appunto, in modo autonomo. Vengono approvate norme contro l’omosessualità in aperto contrasto con i dettami dell’Occidente, con l’obiettivo dichiarato di difendere i valori tradizionali dei paesi africani contro ciò che viene giudicato una forma di “imperialismo morale”. L’ambientalismo si scontra con le esigenze dello sviluppo e nelle miniere di cobalto (fondamentale per le auto elettriche) i bambini scavano nel fango per consentire alle nazioni ricche di raggiungere emissioni zero. S’intrecciano sfide globali, tra il protagonismo della Cina, la presenza della Russia, l’imbarazzo degli Stati Uniti e l’evanescenza dell’Europa.

Ancora una volta Federico Rampini, grazie alla sua vasta esperienza di cronista del mondo, ci offre preziosi spunti di riflessione sulla contemporaneità, con un orizzonte più ampio rispetto all’ordinario; non ha la pretesa di spiegare in un libro tutta la complessità dell’Africa, bensì di stimolare la nostra capacità di ragionare, al di là dei luoghi comuni.

Consigliato.

Federico Rampini, La speranza africana, Mondadori 2023.

 

1 Comment

  1. Paola20 Gennaio 2024

    Interessante davvero questa visuale sull’ambiententalismo, aggiungo non molto raccontata, e che va a scontrarsi non solo con lo sfruttamento di minori ma con l’esagerata ricerca di materie prime per la creazione di macchine elettriche che non inquineranno, ma a quale prezzo?

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