Naufragare a Tavolara

Dici «Sardegna, Olbia» e pensi alla Costa Smeralda zeppa di VIP e veline – in realtà sempre meno – ma se da Olbia anziché dirigersi a nord si percorre la statale 125 Orientale Sarda in direzione sud, a dieci minuti d’auto si scopre un gioiellino di paese.

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Il comune di Loiri Porto San Paolo (dal nome dei due borghi, uno in collina e l’altro sulla costa) si trova di fronte all’isola di Tavolara, riserva naturale con l’isola di Molara fino a Punta Coda Cavallo. Il mare si colora di infinite sfumature di blu in un susseguirsi di calette profumate di elicriso.

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Raggiungere l’isola è semplice: quindici minuti di battello da Porto San Paolo – 15 euro andata e ritorno – per proiettarsi in una dimensione surreale. Il promontorio evoca animali preistorici, il vento accarezza le dune e una spiaggia separa due piccole baie, a nord e a sud.

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L’isola è divisa in tre proprietà: due famiglie, tra cui i discendenti del “Re di Tavolara”, e lo Stato Italiano nella zona riservata alla Marina Militare, inaccessibile al pubblico. Vicino all’approdo si trovano bar e ristorante, e da lì parte la spiaggia di Spalmatore, un termine che indica la zona dove i pescatori portavano in secca le imbarcazioni per “spalmare” la pece sugli scafi. Per un breve tratto il mare vince la terra, e si raggiunge la punta estrema camminando in venti centimetri d’acqua. Esiste anche un percorso interno, a carattere didattico, con cartelli che raccontano la storia dell’isola, la geologia, e descrivono animali e piante.

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Qui sarebbe bello naufragare, invece nel pomeriggio si ritorna all’isola grande – la Sardegna – lasciando Tavolara di poppa, illuminata dal sole al tramonto, e si attracca a Porto San Paolo. Il paese è tranquillo, gli edifici non invadenti, il porticciolo riservato. Insomma, la natura è rispettata.

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Un buon posto dove dormire è Castello di Tavolara, albergo confortevole gestito in famiglia a prezzi accessibili. I ristoranti non son troppi, mediamente cari però genuini. La cucina è di pesce ma i piatti tipici sono di terra, a base di pecora, maiale (il porceddu), formaggi – immancabile il pecorino – e dolci con il miele. Il gelato più noto è da Mimmo e Agnese.

Volendo ci si può facilmente spostare: verso Olbia (il ristorante Murta Maria nell’omonima frazione ha un buon rapporto qualità/prezzo) e oltre – Golfo Aranci, Porto Rotondo, Porto Cervo,  fino a Palau e all’Arcipelago di La Maddalena – oppure verso sud, a Capo Coda Cavallo, San Teodoro, Porto Ottiolu, Budoni, fino sconfinare in provincia di Nuoro, prima di tornare a sognare di fronte all’isola di Tavolara.

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