Vaccini e informazione

Nelle scorse settimane vi è stata un'accesa discussione sui social in merito agli articoli sulla morte di persone alle quali era stato da poco somministrato il vaccino anti-Covid di Astrazeneca; al termine di questo articolo riporto alcuni commenti alle prime pagine di Repubblica nella settimana dal 12 al 18 marzo 2021.

Libertà di stampa, diritto di cronaca, pluralismo dell’informazione

In generale, su temi fortemente divisivi, coloro che sostengono con forza un'idea attaccano gli articoli che riferiscono notizie in contrasto con la propria posizione, accusando i giornalisti di malafede e faziosità, e invocando sanzioni nei loro confronti.

Il mestiere di giornalista consiste essenzialmente nel riportare le notizie, rispettando alcune regole deontologiche tra le quali spicca quello della «verità sostanziale dei fatti» (articolo 1 del Testo unico dei doveri del giornalista).

Nelle scuole di giornalismo si insegna che la notizia è «il racconto di un fatto che interessa al pubblico».

Da questa definizione discendono due conseguenze: innanzitutto, la notizia riguarda un accadimento reale e non una fantasia; in secondo luogo il fatto deve essere rilevante per il pubblico al quale ci si rivolge (ad esempio, l'esplosione di una fabbrica può interessare coloro che abitano in quel territorio e non chi vive a migliaia di chilometri di distanza).

In una democrazia, affinché i cittadini possano maturare le proprie opinioni è necessario che abbiano accesso a un ventaglio molto ampio di informazioni; ecco perché l'articolo 21 della Costituzione sancisce che «la stampa non può essere sottoposta a censure». Nelle dittature, invece, le notizie vengono filtrate con l'obiettivo di piegare la verità agli interessi del regime. Il giornalista ha, dunque, il diritto e il dovere di dare le notizie, rispettando i criteri deontologici della professione.  Inoltre, per garantire che la formazione delle opinioni non venga comunque condizionata è necessario il pluralismo dell'informazione, per consentire alle persone di consultare fonti diverse e sviluppare liberamente il proprio pensiero.

In conclusione, libertà di stampa, diritto di cronaca e pluralismo sono le fondamenta del sistema dell’informazione nella nostra società. Perciò, quando un articolo urta la nostra sensibilità, anziché invocare la censura, anticamera della soppressione di ogni libertà, utilizziamolo come stimolo per valutare i nostri convincimenti, consapevoli che il confronto civile tra opinioni diverse rafforza la democrazia.

Le prime pagine di Repubblica nella settimana dal 12 al 18 marzo 2021 e alcuni commenti sui social

 

«Un titolo INDECENTE!! Ma vi rendete conto dei danni che state portando alla campagna vaccinale?».

«Titolo vergognoso. Complimenti per il supporto alla campagna vaccinale».

«Il titolo è vergognoso. Detto questo suggerisco alla redazione tutta un corso accelerato di immunologia per dummies, per capire le differenza tra siero e vaccino, e usare così termini appropriati nei propri articoli».

«Una democrazia senza domande?»

«Che bello fare proclami e dpcm registrati... Senza avere contraddittorio... Senza giornalisti senza domande a cui rispondere».

«Grazie Repubblica. Grazie a voi scopriamo ogni giorno i miracoli di Draghi. Facciamolo santo subito. Che ridere che fate...».

«Però almeno sono stati sinceri, non hanno specificato di quale anno».

«Sono nel caos...Ci vogliono rassicurare perché temono rivolte popolari».

«Beh scritto da voi ci credo al 10% ..con tutta la saliva e l'incenso che avete consumato... obiettività uguale a zero… cosa non si fa per magnà…».

«Dal titolo direi che siamo alla frutta. La dittatura è arrivata e abbiamo anche già i militari nell organizzazione adesso».

«Il titolo è disgustoso. L'Italia è una Repubblica Democratica. Voglio credere che lo è ancora. PENNIVENDOLI».

«Nn c’è più sui giornali, un attacco al governo come facevano con Conte».

«Non è mica terrorismo questo; no no. Signori siete indifendibili».

«Altra conseguenza della vostra nefasta informazione».

«Siete davvero vergognosi! Ci avete tolto l’unica arma contro questo schifo di virus!».

«Che ha gli stessi numeri di eventi anomali di astra, anzi anche leggermente peggiorativi..».

«Naturalmente è subito iniziata la campagna propagandistica della "sicurezza di non correlazione"».

«Chiede aiuto? Ma che titolo è? Chi è il cretino che lo ha pensato? Fuori il nome!».

«Avete canali preferenziali? Non mi pare che l' EMA si sia ancora pronunciata!».

«Si riparte? Ma dove ha deciso EMA? Siete sempre più scandalosi».

«Ora più controlli non è rassicurante come titolo. Lo dico per le decine di milioni di persone che hanno fatto il vaccino».

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