Un attore da Villarbasse a New York

Danilo Ottaviani il 9 giugno 2013, a 23 anni, ha lasciato Villarbasse, paese di tremila persone della provincia di Torino, per New York, metropoli di otto milioni di abitanti sulla costa atlantica degli Stati Uniti. Ha messo settemila chilometri e un oceano tra sé e la sua famiglia, tra la stanza in un ostello e la casa dov’è cresciuto sulla collina tra Rivoli e Reano.

 

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Perché? Per fare l’attore. È questa la professione di Danilo Ottaviani. Dopo gli studi al liceo classico si è diplomato all’Accademia del Teatro Stabile di Torino e ha lavorato un anno in Italia come attore e doppiatore. «Poi ho deciso di partire – racconta – perché avevo l’età giusta per farlo. Ho sempre avuto il “sogno americano”, volevo fare un’esperienza all’estero e mi sono detto “se non lo faccio adesso non lo faccio mai più”».

Per mantenersi nella Grande Mela lavorava come cameriere. Servendo ai tavoli ha avuto un’idea: recitare poesie e testi in prosa ai tavoli dei ristoranti di Little Italy. I clienti hanno apprezzato e le entrate sono aumentate. Si è trasferito in un appartamento nel quartiere di Jackson Heights, nel Queens e ha cercato altri lavori. «Mi presentavo agli studi di registrazione di Manhattan – spiega – con le demo da doppiatore. Un giorno sono capitato all’Audioworks Producer Group con la mia chiavetta USB senza sapere che, proprio in quel periodo, stavano cercando attori italiani per doppiare un cartone animato. Ho fatto la selezione e mi hanno preso subito» Così è diventato la voce italiana di Hiro, il protagonista di Invizimals, produzione americana in onda sul canale K2 del digitale terrestre. A seguire sono arrivati altri incarichi. Contemporaneamente, con Francesco Meola, ha lanciato Cristoforo e Amerigo, un progetto per i ristoranti di Little Italy, proponendo ai clienti menù di poesie e canzoni sugli emigranti italiani degli anni Trenta, con ottimi riscontri.

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Come si vive a New York? «La cosa bella di questa città – dice Ottaviani – è che è un mondo. Tutto quello che tu immagini, qui lo puoi trovare e c’è tantissima energia». La vita sotto la Statua della Libertà  è costosa (700 dollari al mese per una stanza), ma le possibilità di impiego, anche per un attore,  non mancano. Per una produzione di Broadway la minima sindacale è di 2 mila dollari a settimana, in Italia il compenso è di 50 euro lordi a recita. «Se  hai voglia di fare, qua trovi una miniera di occasioni. I giovani sono sostenuti, cosa che in Italia non accade».

I suoi attori preferiti sono Al Pacino, Daniel Day-Lewis, Leonardo Di Caprio, però Ottaviani lavora grazie al fatto di essere italiano: «Non devo mai dimenticare che mi sto guadagnando da vivere per questa ragione». L’italianità è molto apprezzata dai newyorkesi, la fascinazione per il nostro cinema è ancora grande, ma riguarda soprattutto il passato e divi come Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Vittorio Gassman. «Però – sottolinea – le nostre scuole di teatro rimangono ancora tra le migliori al mondo, perché immerse nel nostro stile e nella nostra cultura».

Vorresti tornare in Italia? «Sono quasi due anni che non vedo la mia famiglia e mi manca tantissimo, però vorrei rimanere qui perché ho opportunità che in Italia non esistono. In fondo, un attore va dove va il lavoro». Sempre più lontano dal Belpaese.

1 Comment on "Un attore da Villarbasse a New York"

  1. Io Danilo l’ho conosciuto quale collega in un tentativo di mettere in scena una Commedia Musicale a Milano, tentativo finito male come sempre più spesso succede in Italia… Danilo è bravo, molto bravo ed ammiro il suo coraggio e la sua voglia di arrivare dove merita… Io per queste avventure ‘non ho l’età’ come cantava Cinguetti quando i miei anni erano pochi, ma a Danilo va il mio augurio, il mio incoraggiamento e il mio pensiero… Bravo Danilo!!!!

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