I colori di Coco Cano, riflessi dell’anima di un bambino

È un passaggio di testimone, quello tra Elio Garis e Coco Cano a Punto 65, lo spazio espositivo dell’agenzia di comunicazione Be Brand, a Torino in via Ventimiglia 65. Dopo le opere dell’artista di Vigone, arrivano infatti, con un andirivieni spirituale tra l’Uruguay e le Langhe, quadri vivaci e brillanti.

Coco Cano
Coco Cano

La vicenda personale di Coco Cano s’intreccia con il dramma della dittatura del Paese sudamericano negli anni Settanta, patisce l’esilio in Europa e infine rinasce in Italia. Il cambiamento dell’anima accompagna il modo di dipingere, passando da un grigio meditativo all’esplosione allegorica di verdi, rossi, gialli e blu. Il modello di partenza è Joaquín Torres García, pittore di Montevideo affascinato dalla ricerca costruttivista e dall’osservanza di schemi geometrici nei quali dare prospettiva alla realtà. Ma la fascinazione per la capacità di sognare propria dei bambini muta gradualmente l’atteggiamento di Coco Cano, e quando approda in Piemonte riscopre la sinuosità dei paesaggi e l’allegria del colore, creando rappresentazioni ordinate e al contempo fantastiche, intarsiate di frecce, simboli e segni.

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Le sue opere sono ora esposte a Punto 65, in via Ventimiglia 65 a Torino. Info 011.5364802.

Marco Scarzello

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Marco Scarzello, giornalista freelance. Seguo eventi e notizie del territorio. Collaboro come addetto stampa con enti, imprese e associazioni.

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