ENIT, 180 dipendenti e 13 milioni di stipendi

Il ministro del Turismo, Dario Franceschini, ha scelto Evelina Christillin per la presidenza di ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo. Subentra al commissario straordinario, Cristiano Radaelli, nominato dal governo a giugno 2014 per riorganizzare una struttura accusata di inefficienza.

A parlare sono le cifre del bilancio di previsione del 2015: l’ENIT spende complessivamente 24 milioni di euro, dei quali circa 19 per il suo funzionamento (13 e mezzo in stipendi) e 5 per le attività di promozione dell’Italia nel mondo. In pratica, la sua attività prevalente consiste nel pagare il personale.

I dipendenti sono quasi duecento, 78 in Italia e un centinaio sparsi tra le 23 sedi estere. Il direttore generale, Andrea Babbi, si è dimesso a metà giugno dato che il nuovo statuto, voluto dal commissario, ne ha abolito la figura. Il suo contratto prevedeva un compenso lordo annuo di 150 mila euro, più altri 30 mila di “indennità di risultato”. Lascia la poltrona rivendicando i suoi meriti: «In due anni – ha dichiarato a Il Sole 24 Ore – ho tagliato le spese generali del 16% , i costi del personale del 6,8%, e le sedi all’estero, su 23 la metà sono state ripensate e riviste integrandole con ambasciate e uffici ICE».

I dirigenti sono nove, incassano uno stipendio lordo medio annuo di 78 mila euro lordi, a cui bisogna aggiungere una indennità speciale per i responsabili delle sedi estere: una cifra variabile, sulla quale la riservatezza è massima (non compare nei prospetti dei compensi pubblicati sul sito ENIT), che in passato ha significato assegni fino a 15 mila euro al mese e sulla quale si è abbattuta la scure del commissario Radaelli. Dalla manna alla mannaia.

 

A maggio è stato approvato il nuovo statuto di ENIT che dispone l’applicazione del contratto di lavoro privato – dunque non più pubblico – in vigore per lavoratori del comparto turismo. Un aspetto che ha spinto i dipendenti della sede centrale, compresi i dirigenti,  a scrivere al presidente del Consiglio Matteo Renzi per chiedere l’accorpamento dell’agenzia con l’ICE, l’istituto per il commercio estero (un ente pubblico) con l’intento, così dicono, di porre fine alla “laconica agonia dell’Agenzia”.  In questo contesto s’insedia la nuova presidente di ENIT, Evelina Christillin.

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