Da Tereshkova a Cristoforetti, 60 donne nello spazio

Samantha Cristoforetti, attualmente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è la prima astronauta italiana, ma le donne che hanno viaggiato nello spazio sono 60. Le racconta Umberto Cavallaro, presidente dell’associazione italiana di astrofilatelia, in Donne nello spazio, edito da Mursia (422 pagine, 22 euro). Il libro viene presentato martedì 16 giugno alle ore 16 nella Villa Comunale di Rivoli, in via Capra 27, modera Antonio Lo Campo, giornalista scientifico.

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Umberto Cavallaro abita a Villarbasse e nutre una grande passione per la storia dell’astronautica. Laureato in filosofia teoretica, ha lavorato all’Agenzia Spaziale Europea e sviluppato le prime banche dati. Ha tradotto in Italia “I ragazzi della luna”, scritto da Walter Cunningham, membro dell’equipaggio di Apollo 7, e pubblicato “Propaganda e pragmatismo” sulla gara tra americani e sovietici per la conquista della Luna. Ha incontrato molti astronauti, a partire da Franco Malerba, primo italiano a orbitare attorno alla Terra (con lo Space Shuttle Atlantis nel 1992), e ha appena ricevuto una lettera di saluto dall’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, con tanto di timbro postale “spaziale”.

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In “Donne nello spazio” Cavallaro traccia un profilo di tutte le astronaute, a partire da Valentina Tereshkova, prima donna al mondo entrata nello spazio, il 16 giugno 1963 a bordo della navicella spaziale russa Vostok 6. «Sono persone straordinarie – sottolinea Cavallaro – e hanno dovuto superare enormi difficoltà per raggiungere il loro obiettivo. Sono accomunate da tenacia, intelligenza, spirito di sacrificio e una grande passione per l’ignoto».

Ci sono storie affascinanti. Claudie Haigneré, bambina prodigio, diplomata a 16 anni e laureata a 20 in medicina, responsabile dei programmi di fisiologia nello spazio al CNES  di Parigi, è stata la prima donna europea nello spazio, nella missione franco-russa Cassiopea del 1996, e poi, nel 2001, la prima donna a bordo della Stazione Spaziale Europea, è diventata ministro nel governo Raffarin e oggi dirige Universcience, istituto nato per condividere con il grande pubblico lo spirito e le conquiste della scienza. Mae Jemison, imbarcata come specialista di missione sullo Shuttle Endeavour nel 1992, astronauta della NASA per 6 anni, oggi è l’anima di 100YSS, 100 Years Starship Symposium, fondazione con la missione di rendere possibili i viaggi interstellari entro i prossimi cento anni.

Nella storia, su 557 astronauti, le donne sono 60. «Si è notato – spiega Cavallaro – che la presenza di donne negli equipaggi aiuta a ridurre i conflitti, in un contesto fortemente stressante come quello delle missioni spaziali». Samantha Cristoforetti è la testimonianza più recente di questo universo femminile, ed è anche espressione delle capacità italiane in ambito spaziale: siamo leader al mondo nella costruzione dei volumi pressurizzati, grazie alle competenze nel campo delle saldature speciali, e ben il 51 per cento della Stazione Spaziale Internazionale è costruito in Italia. Un Paese di santi, poeti e navigatori (per mare e nel cosmo).

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