Da artigiani ad artisti

Per incontrare lo scultore Riccardo Alessandro bisogna addentrarsi nella zona artigianale di Nichelino. Un’area zeppa di capannoni, con storici insediamenti di aziende metalmeccaniche, dove la crisi degli anni Duemila ha colpito duramente. Sui portoni dei fabbricati industriali abbandonati, come in gran parte dell’hinterland torinese, spiccano i cartelli “vendesi” e “affittasi”. Il segno tangibile di un sistema economico in difficoltà che obbliga a ripensare i modelli di sviluppo.

Riccardo Alessandro, classe 1965, non è alieno a queste vicende. Con la famiglia si è occupato per lungo tempo di commercio e manutenzione di macchine utensili. Ma il mondo cambia, assai velocemente, e di torni in Italia se ne vendono sempre meno. Che fare?

La parola “artigiano” deriva da “arte” esattamente come il termine “artista”. E Alessandro nutre questa passione sin da ragazzo, ammaliato da Kandinsky, e dagli anni Novanta la coltiva con assiduità. Le sue opere sono state esposte in oltre cinquanta mostre. Ha seguito un personalissimo percorso, influenzato dalla filosofia ascetica, prima in ambito pittorico e successivamente nella ricerca sui materiali: legno, ferro, sughero, spago, rame, ottone. Infine è approdato alle gabbie degli ultimi anni, in una costante tensione tra libertà e costrizione, espressività immediata e simbologia. E dunque, nel capannone dove un tempo si riparavano fresatrici, trapani e rettifiche, oggi Riccardo Alessandro (www.alessandroriccardo.it) progetta e realizza le sue sculture.

«Come artista – spiega – non posso fare altro che rappresentare la realtà in cui viviamo. Inutile crogiolarsi nel passato, questo è il  nostro tempo e devo raccontarlo». Una frase che oltrepassa l’aspetto creativo per sfiorare, con delicatezza, le scelte di vita delle persone, tra barriere e insicurezze, senza certezze, alla ricerca di un equilibrio appena soddisfacente. Un punto interrogativo sulla società contemporanea, sempre in cambiamento eppure priva di una meta precisa, che coinvolge ogni ambito: i rapporti di coppia e le dinamiche familiari, gruppi e amicizie, scuola, politica, religione. E ovviamente il mondo del lavoro, con zone artigianali che si trasformano in artistiche.

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Riccardo Alessandro

 

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