C’è vita al Funeral Party

Si chiama Funeral Party, in realtà è un inno alla vita: si prende un personaggio famoso defunto e lo si resuscita attraverso opere immortali. Il numero 22 è stato dedicato a Ernest Hemingway, scomparso in Idaho (USA) il 2 luglio 1961. È accaduto ieri sera al Cortile della Farmacia, fu Museo di Scienze Naturali di Torino.

Mentre sullo sfondo venivano proiettate sequenze di film tratti dai più celebri romanzi dello scrittore americano (Addio alle armi, Il vecchio e il mare, Per chi suona la campana), Michele di Mauro ne declamava poesie, leggendo con vigore i versi sferzanti di C’erano Ike e Tony e Jaque e il sottoscritto, Su un giornale…, Dio è andato in villeggiatura, Il sangue non è acqua, A certi bravi ragazzi morti, Lamento dell’onesto progressista. Quindi è toccato a Sol Ruiz animare la serata con lo “psichedelic cuban blues”, mix di ritmi cubani e canzoni popolari tanto care a “Papa Hemingway”. Il dj set di Troppo Red ha concluso l’evento, mentre i partecipanti cantavano, ballavano e sorseggiavano Mojito. Insomma, tutto tranne che un mortorio.

Funeral Party Hemingway

(Foto Luca Bossi)

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