A Torino la prima sede delle imprese fondate sull’economia di comunione

«Che tutti siano uno». Con il motto di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, è stata inaugurata ieri a Torino la prima sede regionale di AIPEC, l’associazione degli imprenditori per un’economia di comunione. E non è un caso che ciò sia accaduto proprio a pochi passi dalla Mole Antonelliana, in via Maria Vittoria 38, negli spazi di Rinascimenti Sociali. Circa la metà dei 250 soci, infatti, è piemontese, e il nucleo storico si è formato proprio a Torino.

Livio Bertola, presidente AIPEC

Livio Bertola, presidente AIPEC

Il presidente nazionale, però, è cuneese: Livio Bertola, titolare di un’impresa di trattamento metalli a Marene. «L’incontro con Chiara Lubich – ha raccontato – ha cambiato la mia vita. Ho capito che dovevo ripensare il modo di essere imprenditore e mi sono buttato in un’avventura che in principio credevo più grande di me». I risultati sono arrivati, nel rispetto della “cultura del dare” propria dell’economia di comunione, con la vocazione al servizio e al bene comune trasposta in un contesto aggressivo come gli affari.

Da sinistra, Francesco Oriolo, don Ermis Segatti, Livio Bertola, Mauro Ventura, Claudio Campanella

Da sinistra, Francesco Oriolo, don Ermis Segatti, Livio Bertola, Mauro Ventura, Claudio Campanella

Concetti sviluppati da don Ermis Segatti, intervistato a inizio incontro da Francesco Oriolo. Riprendendo la recente enciclica di Papa Francesco, la Laudato si’, il teologo ha sottolineato come al centro della questione sociale oggi si debba collocare l’ecologia, tuttavia intesa in senso integrale, in modo cioè da comprendere le dimensioni umane e sociali. Un approccio in sintonia con l’impostazione delle imprese AIPEC, che reinvestono gli utili in tre aree, in egual misura: continuità operativa, formazione del personale e sostegno agli indigenti.

«Abbiamo scelto – ha sottolineato il presidente di AIPEC Piemonte, Mauro Ventura – di collocare la nostra sede all’interno di Rinascimenti Sociali per condividere la visione solidaristica di nuovi modelli imprenditoriali». In effetti, nei locali di via Maria Vittoria 38 trovano ospitalità realtà inconsuete “per sfide sociali pressanti”, nei campi, per esempio della finanza e del terzo settore, come SocialFare, il primo “centro per l’innovazione in Italia”: una valenza evidenziata dalla responsabile di Rinascimenti Sociali, Laura Orestano.

Esempio concreto di attività impostata secondo i canoni dell’economia di comunione è stata la testimonianza di Claudio Campanella, fondatore di That’s Arancina, gastronomia siciliana di via Mazzini: «Il nostro obiettivo – ha detto – è mettere sempre al centro la persona, dipendenti e clienti, per contribuire a sviluppare un sistema virtuoso». La traduzione pratica dello slogan della giornata: «Promuovere un’economia che favorisca la diversificazione produttiva e la creatività».

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